I Fisitors

8 AGO 20
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Se incontrassi Ferrara per le scale del mio condominio, oltre aiconvenevoli del caso (ed in più alla sorpresa di vederlo lì) loabbraccerei per l'articolo di oggi su Fazio e il diritto di replica. Ma alui replicherei, di rimbalzo, per suo finale amarognolo (...Come mai nonc’è una tv liberale, una tv con sense of humour... Non è il segno delfallimento di una classe dirigente...) molto semplicemente: "Mi sono stufatodi una classe dirigente fatta da intellettuali che pensano che solo lorosiano idonei a dettare la linea e che il loro unico agorà debba essere laTV". Mi spiego. Se al posto della Dandini mi si propinasse un Socci che simuove in una "propria" trasmissione nello stesso modo della Dandini, tuttociò mi infastidirebbe assai. Il problema per me, come accennato da Ferrara,non è il riequilibrio riparatore delle opinioni nella trasmissionesuccessiva, nè l'inserimento nei palinsesti di giornalisti di piùtendenze, spalmati nei vari canali e in una miscellanea di talk show. Ilproblema che mi irrita è l'egemonia. L'egemonia, anzi la spocchia, lafalsificazione etica di credersi e di far credere di essere gli unicidepositari della ideologia politicamente corretta. L’egemonia dellaverità, magari pure vera, ma raccontata con malizia e secondi fini.L'egemonia di chi ritiene di stare per natura divina dalla parte dellagente, del popolo. Masse alle quali però gli va detto nel dettaglio comecomportarsi sia per la vita che per la morte. Perchè in fondo questa massa,per chi è professionista dell’ammasso, "ignorante è e tale rimarrà persempre". Ad uno come me, non credente, la saccenza di chi come Fazio pensadi darmela a bere, mi turba più sul piano dell'orgoglio che su quelloideologico. Però, alla retorica domanda finale di Ferrara, se c’è unaclasse dirigente di destra capace di replicare senza fare minestroni,rispondo di no. Non c'è. E di ciò non so se esserne contento opreoccupato.